Horienta Social Club

Conoscere. Per Horienta questa è la parola magica che apre tutte le porte. Conoscere vuol dire confrontare i modelli di vita senza alcun pregiudizio, scoprire le differenze per assaporare le similitudini, scambiare il proprio punto di osservazione con l'altro, per capire e capirsi. Non sempre serve andare lontano per conoscere mondi nuovi. A volte basta spostarsi di quartiere, basta non avere preconcetti. Horienta lo ha fatto. Ecco le sue storie.

01

Il Vietnam raccontato da chi ci lavora

“I vietnamiti? Tenaci, orgogliosi e decisi. È per questo che il Paese ha superato tante difficoltà storiche ed oggi è una grande potenza economica. Le donne sono la vera forza di questo Stato: infaticabili lavoratrici, si possono notare in ogni attività”.

SEGUE

02

Giovani cinesi in Italia

Sono giovani, intraprendenti, parlano italiano alla perfezione anche se hanno gli occhi a mandorla. I giovani cinesi (che rientrano nelle seconde generazioni, ossia 600.000 giovani identificati nella sigla "G2") vogliono vivere in Italia senza pregiudizi e discriminazioni, per un migliore dialogo tra la comunità cinese e la società italiana. Le "chinatown di casa nostra"

SEGUE

03

Le strade per Roma di Hu Lanbo

"E’ la prima volta che in Italia una cinese racconta la sua storia di emigrata e quella della sua comunità. Considerata la scarsa comunicazione che cinesi ed italiani hanno avuto fino ai giorni nostri, diventa fondamentale per l’autrice chiarire agli italiani alcuni aspetti della sua cultura attraverso l’esperienza e il pensiero di una donna cinese che da anni vive in mezzo a loro."

SEGUE

04

“Dal Zhejiang all’Esquilino”

La Comunità Cinese del quartiere Esquilino di Roma. La storia raccontata da uno studente che ha scoperto Roma attraverso l’Esquilino e l’Esquilino attraverso la Cina. Può sembrare paradossale, ma l’affermazione non suona poi così strana se si pensa che, proprio nel quartiere del melting pot capitolino, si trova la facoltà di studi orientali de “La Sapienza”. La realtà che lo interessava era proprio lì, a due passi, non avendo modo di partire per Pechino, la Cina era a portata di mano.

SEGUE