01

Coraggio ristoratori... in Cina c'è spazio !

Americani come Mc Donald' s a decine. Francesi come Chez Maxim altrettanti, ma anche tedeschi, oltre ovviamente a giapponesi. Di ristoranti italiani, per ora, pochissimi: il Roma, all' interno dell' hotel Palace, poco lontano da piazza Tienanmen; il Peppino, il Tula' , il Pinocchio e il Cappuccino. Tutti all' interno di grandi alberghi.

Un locale appena aperto e' il ristorante italiano Gisa, al 46 di Xian He Yan road, gestito da Gisa Casarubea, che ha costituito una joint venture con un partner locale. Molti altri ci stanno pensando. "Per i cinesi l' Italia e' prima di tutto calcio, subito dopo cucina", dice Giuseppe Di Milia, direttore dell' ufficio Ice di Pechino. E allora, perche' non aprire un piccolo ristorante o una pizzeria proprio nella capitale cinese (quasi 11 milioni di abitanti), cioe' nel cuore del piu' grande mercato del mondo?

Valutazioni. Ci sono buone possibilita' di riuscita per chi pensa di avviare un ristorante in Cina. A patto di aver ben presenti vantaggi e svantaggi nel trattare con una realta' molto diversa dalle nostra. I pro. Tante agevolazioni fiscali, in particolare per le societa' di produzione a capitale misto. Per queste e' prevista un' aliquota fiscale fissa del 33% sull' ammontare dell' investimento, ma i primi due anni a partire da quando la societa' percepisce degli utili, sono esentasse.

Per i successivi tre l' imposta e' ridotta del 50%. Nelle zone economiche speciali (circa 20, ma in aumento) e in quelle ad alto sviluppo economico e tecnico l' aliquota fissa e' soltanto del 15%, con ulteriori riduzioni a seconda del tipo di societa' avviata. Altro punto a favore, il basso costo della manodopera: 1.000 1.200 Renminbi al mese (90 100 dollari). I contro. Le difficolta' burocratiche rischiano di impastoiare anche iniziative promettenti.

Le norme non sempre chiare e la scarsa conoscenza che ne hanno i responsabili degli uffici pubblici cinesi rischiano di avvantaggiare i businessmen locali e quelli dei Paesi vicini. Finora tre quarti degli investimenti sono stati fatti da cinesi residenti a Hong Kong, Macao, Taiwan, Singapore e negli altri stati del Far East. Ristorante con partner. "Per i servizi l' intervento straniero incontra in genere maggiori difficolta' , anche se non insormontabili . premette Jiang Chounbao, console commerciale del consolato cinese di Milano .. Ma anche in questo caso tutto diventa piu' facile con un partner cinese, specie se aggiornato sulle procedure da seguire". In realta' , stando alle ultime disposizioni locali, un ristorante straniero puo' essere aperto soltanto in joint venture. "La legge sulle aziende a capitale straniero vieta infatti la costituzione di imprese straniere nel ramo dei servizi", sottolinea Di Milia da Pechino. Ecco la procedura consigliata. . Il primo passo e' la ricerca di un socio cinese interessato ad aprire in joint venture un ristorante italiano. .

Nel frattempo conviene informarsi in quali zone di Pechino si puo' ottenere la licenza di apertura. Il piano urbanistico fissa le aree dove e' possibile avviare uno o piu' ristoranti stranieri. . Il partner cinese si interessa per ottenere l' autorizzazione in una delle zone "aperte". . Dato che l' investimento complessivo per un ristorante gia' importante non supera di solito i 200 mila dollari (300 mila se piu' grande), le procedure possono essere condotte tramite il Dipartimento degli investimenti esteri del distretto in cui il locale dovrebbe nascere. Questo ente approva sia l' apertura dell' esercizio pubblico, sia il relativo contratto di joint venture e lo studio di fattibilita' .

Il partner straniero deve investire nell' impresa a capitale misto almeno il 25% delle quote. L' investimento puo' avvenire in denaro, attrezzature, tecnologia, immobili o manodopera. . La durata della joint venture deve essere almeno di 10 anni e deve essere specificata nel contratto. . La joint venture in genere e' amministrata da un "Board of director" (collegio di direttori) presieduto da un presidente nominato congiuntamente. Nel caso di una impresa di ristorazione la composizione della struttura amministrativa e gestionale potra' essere molto piu' ridotta rispetto a una joint venture produttiva. Trattamento fiscale. Attenzione. Per le joint venture del settore servizi non valgono le politiche preferenziali in vigore per quelle produttive (esenzione nei primi due anni e riduzione al 50% per gli altri tre). L' impresa di ristorazione viene quindi tassata con una quota fissa del 33%. A questa si deve aggiungere una "business tax" annuale del 5% sul totale delle entrate. Conviene interessarsi degli sgravi fiscali introdotti dagli aggiornamenti legislativi.

Trattamento doganale. Il ristorante straniero e' esente dai diritti doganali per l' import dei prodotti alimentari necessari per l' esercizio. Per ottenere l' esenzione, i partner della joint venture devono specificare nello studio di fattibilita' da consegnare all' amministrazione locale le quantita' indispensabili di prodotti che si prevedono necessari e ovviamente dovranno rispettare questi limiti.

La chiave del successo per avviare un ristorantino italiano e' racchiusa in brevi ma precise regole. Alcune possono sembrare scontate, ma non devono essere sottovalutate. . E' indispensabile presentarsi con una proposta forte, in grado di caratterizzare molto il locale. Un ristorante straniero non si rivolge solo al cinese medio ma anche agli stranieri che risiedono a Pechino per affari, per rappresentanza di enti nazionali e internazionali. Persone abituate a valutare la qualita' del cibo e del servizio, data anche l' alta concorrenza della cucina giapponese, americana, francese, tedesca e di quella dei Paesi confinanti. . Nella scelta della zona conviene puntare sui centri direzionali ricchi di banche e di uffici stranieri, oltre al centro della zona antica Tienanmen. L' Ice consiglia di non limitarsi a Pechino. Citta' in fase di grande sviluppo e ricche di stranieri sono anche Shanghai, Canton, Tianjin, Nanchino, Wuhan. . Per le spese di avviamento occorre pensare a un investimento che non sia inferiore ai 200.300 mila dollari, secondo le stime piu' recenti degli esperti locali. . Per l' affitto di un locale, la spesa si aggira mediamente sui 60 dollari per metro quadro, ma il partner cinese puo' strappare prezzi decisamente piu' bassi. .

Un piccolo ristorante, pensato per gli stranieri, richiede uno chef e almeno due aiutanti in cucina, due camerieri in sala e un lavapiatti. Il costo del personale pro capite si aggira intorno ai 100 dollari al mese, piu' eventuali incentivi. Da notare che il reddito annuo medio pro capite in Cina e' di 450 dollari. Per il personale di servizio occorre preventivare un periodo di formazione in Italia, presso un ristorante che abbia le stesse caratteristiche di quello che si vuole aprire. . Attenzione alla fase di lancio del menu. Della cucina italiana e' molto gradita la pasta in genere (anche se molti tipi di spaghetti cinesi e soprattutto giapponesi sono spesso concorrenziali), i piatti di carne (per esempio la costoletta alla milanese, in vetta al gradimento) e i gelati, insuperabili.

Basta poco per dimostrare attenzione, per attirare simpatia quando si e' all' estero per affari e si devono instaurare rapporti non solo commerciali con i padroni di casa. E una regola che non fa eccezione in Cina, dove le formalita' sono sempre importati e a volte indispensabili per raggiungere gli obiettivi fissati. Ecco 10 espressioni utili, preparate dall' Istituto Italia Cina di Milano, per fare breccia nell' interlocutore cinese, cui non sfuggira' l' attenzione verso la loro cultura, sebbene limitata a poche frasi. Buon giorno . Ni hao. Felice di conoscerla . Renshi ni hen gaoxing. Come sta? . Ni hao ma? Mi chiamo... . Wo de mingzi shi... Come si chiama? . Ni jiao shenme mngzi? Non parlo cinese, lei parla anche inglese? Wo bu hui shuo zhon gwen. Ni hui shuo yingwen ma? Si . Shide. No . Bushi. Grazie . Xiexie. Arrivederci . Zaijian.

Fonte: www.archiviostorico.corriere.it

Fresh News

Il Vietnam raccontato da chi ci lavora

“I vietnamiti? Tenaci, orgogliosi e ...

SEGUE

Cina seconda Economia Mondiale

La notizie era già nell'aria da tempo ...

SEGUE

Esportazioni Tessili Vietnam

Viet Nam: esportazioni tessili aumento ...

SEGUE

Aprire una catena di ristoranti in Vietnam ?

Luca Scale è co-proprietario di una ...

SEGUE